Creare un sito WordPress oggi è relativamente semplice. Creare un sito WordPress professionale, invece, richiede metodo, progettazione e una serie di scelte tecniche che vanno ben oltre l’installazione del CMS e di un tema grafico.
Un sito professionale deve essere veloce, responsive, facile da navigare, sicuro e soprattutto costruito intorno agli obiettivi del progetto.
Che si tratti del sito di un professionista, di un’azienda, di un’attività locale o di un progetto personale, WordPress offre una base estremamente flessibile. La qualità del risultato dipende però da come viene progettato e configurato.
In questa guida vediamo i principali passaggi per creare un sito WordPress professionale partendo da zero.
1. Definire gli obiettivi del sito
Prima ancora di acquistare dominio e hosting è importante capire a cosa deve servire il sito.
Può sembrare scontato, ma molti progetti iniziano direttamente dalla grafica senza aver definito una strategia.
Un sito può avere obiettivi molto diversi:
- presentare un’attività o un professionista;
- generare richieste di contatto;
- vendere prodotti online;
- raccogliere prenotazioni;
- pubblicare contenuti attraverso un blog;
- promuovere servizi;
- generare lead;
- migliorare la visibilità di un’attività sui motori di ricerca.
Gli obiettivi influenzano direttamente la struttura del sito, le funzionalità necessarie e persino la scelta del tema e dei plugin.
Un sito progettato per acquisire contatti avrà esigenze molto diverse rispetto a un e-commerce o a un magazine online.
2. Scegliere dominio e hosting
Il dominio rappresenta l’indirizzo del sito web.
Quando possibile dovrebbe essere semplice, facile da ricordare e coerente con il nome dell’attività o del progetto.
Anche la scelta dell’hosting è importante.
WordPress può funzionare praticamente su qualsiasi hosting compatibile con PHP e database MySQL o MariaDB, ma questo non significa che tutti gli hosting offrano le stesse prestazioni.
Per un sito professionale è preferibile scegliere un servizio che garantisca:
- certificato SSL;
- backup automatici;
- aggiornamenti frequenti del server;
- versioni PHP recenti;
- sistemi di sicurezza;
- buone prestazioni;
- assistenza tecnica.
Un hosting economico non è necessariamente un problema, soprattutto per piccoli siti, ma è importante valutare affidabilità e velocità del server.
3. Installare WordPress correttamente
Molti provider permettono di installare WordPress con pochi clic.
Dopo l’installazione è però necessario configurare alcune impostazioni fondamentali.
Tra le prime operazioni da effettuare troviamo:
- impostazione del titolo del sito;
- configurazione dei permalink;
- scelta della lingua;
- impostazione del fuso orario;
- eliminazione di articoli e pagine demo;
- rimozione dei plugin inutilizzati;
- configurazione degli utenti e delle password.
Per i permalink, nella maggior parte dei progetti, una struttura semplice basata sul nome dell’articolo è una buona soluzione.
Ad esempio:
nomesito.it/nome-pagina/
Una struttura chiara rende gli URL più comprensibili sia per gli utenti sia per i motori di ricerca.
4. Progettare la struttura del sito
Prima di iniziare con Elementor, Gutenberg o qualsiasi altro page builder è utile creare una mappa del sito.
Per un classico sito aziendale potrebbe essere composta da:
- Home;
- Chi siamo;
- Servizi;
- singole pagine dedicate ai servizi;
- Portfolio o progetti;
- Blog;
- Contatti.
La struttura deve essere semplice e permettere all’utente di capire immediatamente dove trovare le informazioni.
Una buona architettura aiuta anche la SEO, perché facilita la comprensione delle relazioni tra le diverse pagine.
È importante evitare menu con troppe voci e organizzare i contenuti seguendo una gerarchia logica.
5. Scegliere il tema WordPress
Il tema determina una parte importante dell’aspetto grafico e della struttura del sito.
Esistono migliaia di temi gratuiti e premium, ma la scelta non dovrebbe basarsi esclusivamente sull’aspetto estetico della demo.
Un buon tema dovrebbe essere:
- leggero;
- responsive;
- compatibile con i principali plugin;
- aggiornato frequentemente;
- ben sviluppato;
- personalizzabile.
Temi molto complessi possono includere decine di funzionalità che non verranno mai utilizzate e che potrebbero appesantire inutilmente il sito.
In molti progetti è preferibile utilizzare un tema relativamente leggero e costruire il layout attraverso Gutenberg o un page builder.
6. Gutenberg, Elementor o altri page builder?
WordPress offre ormai diverse possibilità per costruire le pagine.
Gutenberg
Gutenberg è l’editor nativo di WordPress.
Negli ultimi anni è diventato molto più completo e permette di creare layout anche abbastanza articolati attraverso il sistema a blocchi.
Il vantaggio principale è che è integrato direttamente nel CMS e generalmente produce pagine relativamente leggere.
Elementor
Elementor è uno dei page builder più utilizzati per WordPress.
Permette di progettare visivamente le pagine attraverso un sistema drag and drop.
È particolarmente utile quando è necessario creare layout personalizzati senza intervenire direttamente sul codice.
Bisogna però utilizzarlo con attenzione.
Una pagina costruita con troppi widget, animazioni o addon può diventare pesante e rallentare il caricamento.
Altri builder
Esistono anche altri strumenti come Bricks, Divi o WPBakery.
Non esiste un builder migliore in assoluto.
La scelta dipende dal tipo di progetto, dalle competenze di chi sviluppa il sito e dalle esigenze di gestione futura.
7. Creare un design coerente
Un sito professionale dovrebbe avere una propria identità visiva.
Questo significa definire fin dall’inizio alcuni elementi fondamentali:
- palette colori;
- font;
- dimensione dei titoli;
- stile dei pulsanti;
- spaziature;
- stile delle immagini;
- icone.
Uno degli errori più frequenti consiste nell’utilizzare troppi colori, font diversi o elementi grafici.
Un buon design non deve necessariamente essere complesso.
Spesso una grafica semplice, con una buona gerarchia visiva e molto spazio tra gli elementi, risulta più efficace.
8. Progettare una homepage efficace
La homepage è spesso la prima pagina visitata dagli utenti e deve spiegare rapidamente:
chi sei, cosa fai e perché una persona dovrebbe continuare a navigare sul sito.
Una struttura molto utilizzata può comprendere:
Hero iniziale
La parte superiore della pagina dovrebbe contenere:
- un titolo chiaro;
- un breve testo;
- una call to action;
- eventualmente un’immagine.
Presentazione
Una breve introduzione dell’attività o del professionista.
Servizi
Una panoramica dei principali servizi con collegamenti alle relative pagine.
Elementi di fiducia
Possono essere recensioni, clienti, certificazioni, progetti realizzati o altri elementi utili a trasmettere affidabilità.
Call to action
L’utente deve sapere chiaramente quale azione può compiere.
Ad esempio:
- richiedere informazioni;
- richiedere un preventivo;
- prenotare una consulenza;
- acquistare un prodotto.
9. Installare solo i plugin realmente necessari
Uno dei grandi vantaggi di WordPress è la disponibilità di migliaia di plugin.
È anche uno dei suoi principali rischi.
Installare troppi plugin può creare problemi di:
- sicurezza;
- incompatibilità;
- prestazioni;
- manutenzione.
Meglio utilizzare pochi plugin affidabili e realmente necessari.
In un normale sito WordPress possono essere utili plugin dedicati a:
- SEO;
- sicurezza;
- backup;
- cache;
- moduli di contatto;
- gestione cookie;
- ottimizzazione delle immagini.
Prima di installare un plugin è sempre utile controllare quando è stato aggiornato l’ultima volta e se viene ancora mantenuto dagli sviluppatori.
10. Ottimizzare il sito per smartphone e tablet
Oggi un sito deve essere progettato pensando anche alla navigazione da smartphone.
Non basta che il tema venga definito “responsive”.
È necessario verificare manualmente:
- dimensione dei testi;
- pulsanti;
- menu;
- immagini;
- margini;
- moduli;
- colonne;
- eventuali elementi sovrapposti.
Un layout perfetto su desktop può diventare difficile da utilizzare su uno schermo più piccolo.
Per questo motivo la verifica mobile dovrebbe essere parte integrante del processo di progettazione.
11. Curare la velocità del sito
La velocità influisce sull’esperienza dell’utente e può incidere anche sulle prestazioni del sito sui motori di ricerca.
Alcuni degli elementi che rallentano più frequentemente WordPress sono:
- immagini troppo pesanti;
- hosting poco performante;
- plugin inutili;
- temi complessi;
- JavaScript e CSS non ottimizzati;
- font caricati in modo inefficiente;
- page builder utilizzati senza criterio.
Tra le ottimizzazioni più importanti troviamo:
- compressione delle immagini;
- utilizzo di WebP o formati moderni;
- sistema di cache;
- aggiornamento della versione PHP;
- riduzione degli script non necessari;
- ottimizzazione del database.
L’obiettivo non dovrebbe essere soltanto ottenere un buon punteggio nei tool di analisi, ma soprattutto offrire una navigazione realmente veloce agli utenti.
12. Impostare la SEO di base
Realizzare un bel sito non significa automaticamente essere visibili su Google.
La SEO deve essere considerata già durante la progettazione.
Alcuni degli elementi fondamentali sono:
- struttura corretta degli heading H1, H2 e H3;
- title SEO;
- meta description;
- URL semplici;
- contenuti originali;
- link interni;
- immagini ottimizzate;
- sitemap XML;
- canonical corretti;
- controllo dell’indicizzazione.
È inoltre utile collegare il sito a Google Search Console per monitorare l’indicizzazione delle pagine e individuare eventuali problemi.
La SEO non è qualcosa da aggiungere alla fine del progetto: dovrebbe essere parte della struttura del sito fin dall’inizio.
13. Proteggere WordPress
Essendo uno dei CMS più utilizzati al mondo, WordPress è anche uno degli obiettivi più frequenti degli attacchi automatici.
Questo non significa che WordPress sia poco sicuro.
Molti problemi derivano invece da:
- plugin non aggiornati;
- temi obsoleti;
- password deboli;
- installazioni abbandonate;
- plugin provenienti da fonti non affidabili.
Per aumentare la sicurezza è importante:
- aggiornare WordPress;
- aggiornare plugin e temi;
- effettuare bac